sabato 25 giugno 2011

Pensione Radioattiva

Quest’anno non vi parlerò dei rendimenti finanziari dei Fondi; li trovate
facilmente sul portale intranet della Banca insieme a quelli dei fondi
armonizzati.
Bisogna dar atto al Servizio Fondi di Previdenza del lavoro titanico che sta
compiendo nonostante le esigue risorse di cui dispone.
Far crescere una sana cultura previdenziale dovrebbe essere un obiettivo
primario per qualsiasi azienda, in particolar modo della nostra che possiede un
patrimonio di esperienze ricco e di assoluto valore.
Il processo di fusione dei Fondi Previdenziali, in fase conclusiva, testimonia
l'assoluta capacità di saper ricercare il comune denominatore delle varie
esperienze e di consentire a tutti i lavoratori del Gruppo di poter utilizzare
un’unica piattaforma di gestione della previdenza.

Pensione radioattiva:
c’è chi dice no.
Non so bene quanti di voi si siano
accorti che nei bilanci dei fondi
pensione riservati ai dipendenti della
Banca, ovvero della Cassa di
Previdenza Aziendale e del Fondo
Post ’91, sono presenti obbligazioni
corporate di Enel e Terna. Sono
certo però che molti si ricorderanno
dello spot pubblicitario finto neutrale
del Forum Nucleare Italiano di
Chicco Testa che cercava in modo
subdolo di affermare “le ragioni” dei
suoi finanziatori che portano i nomi
di
Ansaldo
Nucleare,
Areva,
Confindustria, Eon, Edf, Edison,
ENEL, TERNA ed altri.
Sono ancora convinto che la partita
a scacchi giocata dai due uomini
con il medesimo volto, inscenata
dalla famosa agenzia pubblicitaria
Saatchi & Saatchi, in un'esaltazione
del
dubbio,
resti
tuttora
un’operazione ipocrita,
che la
tragedia di Fukushima
ha ormai
disvelato definitivamente.
Incredibilmente ci sono voluti due
lunghissimi
mesi
perché
le
inconfutabili
responsabilità
della
società Tepco fossero sanzionate
dagli indici etici internazionali;
questo nonostante la medesima si
fosse resa colpevole fin dal 2001 di
falsificazione dei rapporti legati alla scienza,
sicurezza delle sue centrali nucleari. integrale
                                      e
                                     dell’uomo e dei popoli”.
La Eppure nelle parole del Papa
conseguente riportate dall’enciclica “veritas in
sospensione caritate”, la crisi ecologica e quella
(temporanea) economica rappresentano anche una
del “storica
programma opportunità”
nucleare del Governo Italiano è per
 stata annunciata con il preciso una
 obiettivo revisione “profonda e lungimirante
 di del modello di sviluppo”.
 scavalcare
 la
 consultazione
 referendaria.
 Nel
 nostro paese, ad oggi, ha potuto
 esprimersi,
 tramite
 referendum
 consultivo, una sola regione, la
 Sardegna con il suo 97,13% di NO
 al nucleare.
Restano tuttora intatti i programmi
industriali di ENEL e TERNA (società
controllate dal Tesoro), proprio gli
stessi che hanno trovato, solo lo
scorso anno,
una scandalosa
ospitalità
dentro
megapannelli
incastonati nel magnifico colonnato
michelangiolesco di San Pietro.
Chissà se oggi il Cardinale Renato
Martino, presidente emerito del
Pontificio Consiglio della Giustizia e
della Pace, dopo quanto accaduto a
seguito dello Tsunami giapponese,
pronuncerebbe le
seguenti parole: “L’energia nucleare
non va guardata con gli occhi del
pregiudizio ideologico, ma con quelli
dell’intelligenza,
della
ragionevolezza
umana
e
della
solidale
Ho fatto questo lungo prologo per
interrogare tutti noi e chiederci
finalmente se basta avere una
agenzia specializzata che misura
il
grado
di
sostenibilità
ambientale,
sociale
e
di
Governance per sentirci sollevati
dal dovere di conoscere gli
effetti e la qualità del modello di
sviluppo
economico
ed
ambientale
promosso
dai
portafogli mobiliari dei nostri
fondi pensione.
Quei due titoli in bilancio indicano
inequivocabilmente
una
strada,
quella della scelta nucleare. Nessuna
furbizia
Governativa,
nessuna
ambigua strategia comunicativa ed
industriale potrà dissimulare questo
sciagurato disegno.
L’unica cosa
certa è che ciascuno di noi non
riuscirà mai a dimenticare quelle
immagini televisive in cui andava in
onda la distruzione di boschi e fiumi
inghiottiti per sempre e la morte
nascosta dietro le tute di quei
lavoratori
così
disperatamente
dignitosi.
Quest’anno sono accadute molte
cose che stanno cambiando la
Storia, proprio per questo credo che
uno strumento a servizio del mondo
del lavoro qual è un fondo
previdenziale
debba
avere
la
capacità di interrogarsi in profondità
ed in assoluta libertà di coscienza.
Un amministratore può e deve
comprendere quali sono gli elementi
su cui far convergere la giusta
attenzione dei suoi rappresentati
accanto
al
loro
desiderio
di
promuovere un virtuoso sostegno
alla propria stagione post lavorativa
e capace infine di vivere dentro un
disegno economico sostenibile.
Per tal motivo mi sembrerebbe
importante che l’eventuale possibile
disinvestimento di tali titoli di debito
fosse conseguente ad un pieno,
diffuso, personale e motivato parere
di tutti i lavoratori
che vogliano
uscire allo scoperto ed avvicinarsi
finalmente a questi temi.
Non ha molta importanza per me
acquisire opinioni diverse ma sapere
se esse siano frutto di momenti di
confronto e di sintesi tra colleghi di
un singolo ufficio o qualsivoglia
posto di lavoro.
Per questo sarei felice che ciascuno
riscoprisse la voglia di interrogarsi in
mezzo agli altri o magari solo
alzando il telefono o usando il PC
per comunicarci i propri dubbi e le
proprie certezze.
Mentre vi scrivo non so ancora se
riusciremo a votare il referendum
sul Nucleare, ma so sicuramente che
ognuno di voi esprime una piena
titolarità della propria posizione
nella
previdenza
integrativa
aziendale
e
perciò
ha
il
diritto/dovere di sapere il percorso
che stanno per intraprendere i
propri soldi.
30 maggio 2011
(a cura di Walter Bottoni)

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